Educhiamoci all'Empatia

 

EDUCHIAMOCI ALL’EMPATIA: gli alunni dell’Istituto alberghiero di Roccaraso incontrano gli ospiti della comunità “Figlia di Sion”.

ROCCARASO. Incontrarsi. Per guardarsi negli occhi. Condividere esperienze. Crescere insieme, attraverso storie che appartengono ad altri, ma potrebbero essere nostre. Quelle di ogni essere umano. Con i propri sogni, le proprie debolezze, le proprie difficoltà. La scuola è anche e soprattutto questo: luogo di vita. Ed è con questo spirito che l’Istituto Alberghiero “De Panfilis” di Roccaraso si apre al territorio. E lo farà ancora una volta lunedì 6 febbraio, quando riceverà gli ospiti della comunità di recupero “Figlia di Sion”. La comunità, che sorge a Castel di Sangro (Aq), accoglie una ventina di ospiti dai 18 anni in su. Provengono da ogni parte d’Italia. Alle spalle storie di difficoltà. Storie di dipendenza. Droga, alcool, gioco. Ma anche povertà, solitudine, abbandono. Davanti a loro un’altra possibilità. Quella di scrivere pagine nuove. Di vita, di speranza, di futuro. Gli ospiti della “Figlia di Sion” sono stati invitati dai docenti dell’Istituto Alberghiero ad incontrare gli studenti delle classi terze e quarte, nell’ambito del progetto Educhiamoci all’Empatia. L’appuntamento è per lunedì,  dalle ore 11 alle ore 13, nel laboratorio di sala bar della scuola. Questo sarà solo il primo dei quattro incontri previsti nel progetto, che si concluderà nel mese di marzo. Ad accompagnare i ragazzi della comunità saranno i responsabili della struttura: Antonella Petrella, Domenico Desiderio e Nicola Lancillotta. Racconteranno le loro esperienze passate, spesso segnate da gravi forme di dipendenza. E poi, soprattutto, il loro impegno nel presente. Vivono in comunità, a Castel di Sangro, costruendo giorno per giorno la loro nuova vita. Lo fanno grazie alla generosità della gente, ma anche al loro lavoro. Coltivano campi, allevano animali, producono pane, formaggio… «Le loro giornate», spiega la psicologa Antonella Petrella, «ruotano intorno a tre principi fondamentali: lavoro, condivisione e preghiera. Lavoro come sostentamento e base della loro vita, condivisione nei gruppi di aiuto e assistenza psicologica e preghiera perché la comunità ha una forte ispirazione cattolica». Uno degli obiettivi della “Figlia di Sion” è però quello di rendere ancora più forti e profondi i momenti di condivisione, attraverso l’apertura e l’incontro col territorio. «Per questo l’invito ricevuto dall’Istituto Alberghiero di Roccaraso ci fa enormemente piacere.», aggiunge la psicologa. «Gli ospiti della comunità sono felici di condividere la loro storie e stanno lavorando con impegno alla preparazione degli incontri, ma anche per la scuola sarà una preziosa occasione per mostrarsi vicina e attenta alle esigenze dei giovani, al disagio che spesso possono vivere». Per tutti un’occasione per interrogarsi, capire gli altri, ma anche sé stessi.

 

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Pubblicata il 04 febbraio 2017

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